La nostra professione di fede (al di qua del bene e del male).

Noi crediamo che in un Paese veramente libero i diritti di libertà dei cittadini siano efficacemente protetti dagli eccessi del Potere solo quando per un pugno di intellettuali, liberi dai condizionamenti del sistema politico, sia ancora possibile vivere e lavorare liberamente in favore di ogni causa ritenuta autonomamente giusta ed equa.

Noi crediamo così che ogni avvocato, ogni giornalista, ogni notaio, ogni architetto ed ingegnere, ogni medico ed in generale ogni libero professionista non stipendiato dallo Stato, non sia un isola nella moderna società, bensì si ponga come un vero strumento di libertà per tutti .

Poiché infatti non vi è libertà senza sapienza, non si può essere veramente liberi se non si è in grado di contrapporre al Potere armi pari a quelle possedute dagli uomini che ne fanno parte.

E l'arma più pericolosa di vessazione dei nostri tempi consiste nel nascondere ai sudditi, o rendere per loro oneroso, l'accesso alle informazioni capaci di chiamare chi esercita il Potere a rendere conto delle proprie decisioni e dei propri comportamenti, mantenendo di fatto costoro al di là ed al di sopra della Legge, di fronte alla quale tutti dovremmo essere eguali.

Noi crediamo che non il nostro titolo, ma gli studi perseguiti nella nostra giovinezza ci diano oggi il diritto - dovere di proteggere questi ideali, non come privilegio della nostra classe sociale (che non meno merita rispetto alla classe operaia), ma come ricchezza conquistata che desideriamo tramandare ai nostri compagni di strada, affinché le regole che valgono per uno valgano anche per l'altro, affinché la vita sociale e politica del Paese non sia regolata dalle tessere di questo o quel partito, ma da poche e chiare norme che valgano per tutti e per sempre. Sbaglierebbe peraltro chi pensasse che il nostro lavoro non implichi scelte morali delicate, ogni volta che un caso giudiziario bussi alla porta del nostro studio legale. Il tanto esaltato principio di indipendenza presiede infatti tali delicate scelte nella misura in cui sia possibile applicarlo nella quotidianità della nostra vita, non dissimile certo da quella degli altri. Purtroppo - nello stato delle cose - l'indipendenza dell'Avvocato rischia di restare una chimera perchè tutto sembra congiurare, "in fatto ed in diritto" contro la possibilità che l'Avvocato continui in futuro ad essere "libero". Grandi cambiamenti ed importanti decisioni si profilano all'orizzonte. I consapevoli interroghino la propria coscienza affinché non sia sacrificata la vera essenza della "libera" professione.

 

(Avv. Roberto Castellano)