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In memoria di mio padre.
Il 12 Maggio dell'ormai lontano 1993, si spegneva, all'imbrunire, nella propria abitazione di Montesacro, in Roma, mio padre, il Colonnello di Artiglieria Mario Castellano. Se avessi oggi potuto parlargli di Internet, avendo lui una mentalità estremamente pratica, mi avrebbe subito chiesto: "…a che serve?". Ed io avrei risposto che, in questa nostra età moderna, presa da una perenne corsa verso la tecnologia più sfrenata e la cancellazione pressoché totale dell'individuo, Internet può servire forse a far sapere al mondo che esistiamo ancora, così come un messaggio in una bottiglia, gettata in mare da un naufrago, serve a realizzare un estremo tentativo di abbattere la solitudine. Allora io voglio oggi affidare al web, quasi novello oceano di vita, queste mie poche parole a ricordo di un uomo al quale debbo molto, anzi, debbo quasi tutto ciò che io sono e che sono riuscito a costruire.
Allora mio padre, (che lo aveva perfettamente capito), decise di dirmi la verità, triste ma necessaria, su quanto siano fatalmente destinati a pesare effettivamente, nei rapporti interpersonali, i motivi di interesse economico e quanto rara e preziosa sia l'esperienza di un vero sentimento, contrariamente a quanto la società e la cultura dominante vorrebbero oggi spingerci a pensare. La verità è che, quando l'uomo descrive sé stesso, nei libri o con altri mezzi di diffusione del pensiero, si dipinge molto migliore di quello che è, ed occorre tanto coraggio e tanta ferocia per affrontare il vero confronto con il prossimo...il quale , nella maggior parte dei casi, purtroppo, mira a depredare non solo le tue ricchezze (se ne hai), ma persino i tuoi sentimenti più segreti, non appena ingenuamente tu abbia occasione di mostrargli le spalle! Allora
io disprezzai questa esperienza, vissuta da mio padre all'ombra del cannone,
Ora che ho la sua età, ed ho scoperto il mondo per quello che effettivamente è, capisco quanto egli avesse ragione e con quanto coraggio egli decise di farmene parte allora, anche a costo di essere giudicato male. Quella sera, prima che egli morisse, sembra che un corvo - che non si era mai visto - si fermasse a gracchiare presso il suo balcone e qualcuno raccontò che l'Angelo della Morte lo avesse così voluto salutare prima di accompagnarlo nell'Oltretomba. Io so soltanto che ogni volta che penso a lui, mi colpisce il ricordo delle parole che egli mi ripeteva per spronarmi alla lotta per la vita: …("Volli, volli, fortissimamente volli").. e non mi importa se fossero rubate ad un grande poeta…Ma se è vero, com'è vero, che ciò che facciamo in vita riecheggia per l'eternità, riecheggeranno sempre nel mio cuore le parole di mio padre, come riecheggiano nella mia vita le sue opere, il cui frutto egli volle lasciarmi.
(Roberto Castellano) |