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26. In cosa consistono le cosiddette "incompatibilità"? 
 

Per poter lavorare in posizione deontologicamente corretta, l'Avvocato non deve essere, come abbiamo visto al paragrafo 25, "cointeressato" alla causa insieme con il Cliente, perchè si vuole che egli possa conservare quella certa serenità di giudizio che gli consente di fare da tramite tra la parte ed il Giudice, e che consiste nell'essere desideroso di vincere ma senza coinvolgimenti personali. Per fare un esempio comune, si rammenti, tra le migliaia di telefilm e film che trattano di poliziotti ed omicidi, la celebre scena nella quale il "Capo" dice al "detective" di turno, al quale i delinquenti hanno ucciso la moglie: "Non ti posso affidare questo caso: sei troppo coinvolto. Prenditi un paio di settimane di ferie e lasciaci lavorare." Poiché, di regola, il detective del film non gli dà retta, a tale scena segue poi quella in cui il Capo gli dice: "Bene, io ti ho sempre coperto, ma adesso non posso più. Siccome hai esagerato, lascia pistola e distintivo sulla mia scrivania: sei sospeso dal servizio!"

Un'altra forma di coinvolgimento (negativo) può essere costituita invece da un interesse negativo rispetto all'interesse del Cliente, di cui l'Avvocato può essere originariamente portatore o anche divenirlo in seguito. In questi casi l'Avvocato non può svolgere serenamente l'incarico perchè si trova in situazioni di "incompatibilità".

La più grave si verifica quanto l'Avvocato già difende un'altra persona con interesse contrario nella stessa o anche altra causa. In tale ipotesi assumere l'incarico è delitto contro l'Amministrazione della Giustizia previsto e punito dall'art. 381 del codice penale.

Altro caso, non criminoso ma sempre illecito, è costituito dall'Avvocato che, pur essendo titolare di un diritto personale contro il Cliente o contro un suo parente prossimo, accetta l'incarico di difenderlo.

In questo caso l'Avvocato potrebbe trovarsi nella necessità di far valere forzosamente il proprio personale credito proprio nei confronti di chi, per altro verso, sta difendendo in un'altra causa. Ne deriva che, se sorge una controversia fra Avvocato e Cliente sul pagamento del corrispettivo, l'Avvocato deve, sopratutto per motivi deontologici, rinunciare al proprio mandato professionale. Nell'assunzione degli incarichi non solo occorre badare che non si verifichi una situazione di incompatibilità, ma occorre anche assicurararsi che in futuro non possa determinarsi una situazione di ipotetica incompatibilità. 

Anche per questo è sempre necessario il colloquio preliminare.

Gli accadimenti, che conducono ad "incastrare" l'Avvocato sono per lo più intuitivi anche per i Signori Clienti, ai quali chiediamo, cortesemente, di non metterci in condizioni di rifiutare l'incarico. Ai troppo furbi possiamo assicurare che non ci siamo fatti mai "incastrare" in venti anni e non intendiamo certo cominciare ora.


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Così è, se vi pare.  Cordiali saluti a tutti.

 

(Avv. Roberto Castellano)