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16. In cosa può consistere allora  il "mandato professionale atipico"?

 

 

Può consistere in una gestione amministrativa "privata" dei beni di una persona (giuridica e fisica), in nome e per suo conto,  anche se i beni producono delle entrate, perchè il Decreto del Ministro della Giustizia adottato l'8 Aprile 2004, n. 127  dice che, ove  non sia determinato dalla legge o dal contratto, il compenso può essere stabilito anche "sulla base di una percentuale calcolata sulle entrate lorde dei beni amministrati".

Scatta l'incompatibilità tutte le volte in cui l' "incarico" sfrutta le cognizioni del professionista, ma il Cliente "dirige" l'attività perchè, praticamente, l'incarico diventa "impiego retribuito".

In tema sono utili guida le fattispecie identificate dalle Massime della Suprema Corte ed anche da quelle del Consiglio Nazionale Forense. 

Sono espressamente vietate le pratiche e gli affari propri dei direttori di banca, dei commercianti, dei mediatori, degli agenti di cambio, dei sensali, di ricevitore del lotto, di appaltatore di un pubblico servizio o di pubblica fornitura, di esattore di pubblici tributi e di incaricato di gestione esattoriali.

Per chiarire, occorre "leggere" al posto di ogni posizione, la corrispondente attività.

Quindi sono affari espressamente vietati: 

 

- "la gestione di agenzia per l'esercizio del credito e raccolta del risparmio"; 

- "la produzione e/o vendita di beni e servizi per il mercato"

- "l'intermediazione speculativa per la conclusione  dei contratti"; 

- "la compravendita di titoli di credito"; 

- "la raccolta di dati ed informazioni territoriali, utili per conclusioni di affari", 

- "l'allibramento delle scommesse

- "la forniture di servizi pubblici o di beni e/o servizi per le Pubbliche Amministrazioni

ecc. ecc.

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Così è, se vi pare.  Cordiali saluti a tutti.

 

(Avv. Roberto Castellano)