Studio Legale Avv.ti Simonetta Ciufolini e Roberto Castellano - Via dei Condotti, 48/G Campagnano di Roma (Italia) c.a.p. 00063 Partita IVA 01677961003 - web-site: www.salvis-juribus.it
15. Cosa vuol dire "attività stragiudiziale"?
L' art. 4 della nostra legge professionale (RDL 27.11.1933, n. 1578 conv. con mod. L. 22.01.1934, n. 36) recita: "Gli avvocati iscritti in un albo possono esercitare la professione avanti..." e segue l'indicazione delle Giurisdizioni.
Peraltro la professione dell'avvocato non consiste soltanto nel patrocinare le cause davanti ad un Giudice.
Infatti il Decreto del Ministro della Giustizia adottato l'8 Aprile 2004, n. 127, che ha aggiornato le nostre Tariffe, nello stabilire all'art. 7 la misura dei compensi a percentuale, nomina "le prestazioni effettuate in adempimento di un incarico di gestione amministrativa, giudiziario o convenzionale".
E' chiaro quindi che, accanto ad una attività "giudiziale", l'avvocato può svolgere anche una attività extragiudiziale, o "di gestione", generalmente chiamata, con un diffuso latinismo, "stragiudiziale".
Il "mandato professionale atipico" prevede per l'appunto lo svolgimento di un incarico "stragiudiziale"
L'identificazione degli incarichi leciti è facile là dove l'Autorità Giudiziaria o la Pubblica Amministrazione (= soggetto finanziato o vigilato dai Pubblici Poteri) propone l'incarico, perchè un'apposita norma deve consentirlo e, in tal caso, questa disciplina solitamente, con dovizia di particolari, i doveri e poteri (le incompatibilità collegate) della funzione ed anche il compenso (spesso in deroga, ahimè peggiorativa, rispetto alle tariffe ministeriali).
In questi casi la norma autorizzativa va menzionata espressamente nell'atto di conferimento.
L'Autorità Giudiziaria, per esempio, può affidare ad un Avvocato l'incarico di curatore fallimentare, tutore dell'interdetto, curatore dell'inabilitato, amministratore di sostegno ecc. ecc.
I Comuni, per esempio, possono affidare ad un Avvocato del libero foro la propria difesa in giudizio. Ma le Amministrazioni Pubbliche non possono mai attribuire ad un avvocato le funzioni proprie del loro ufficio (la cosa non solo è illecita, ma costituisce un vero e proprio reato = abuso innominato d'atti d'ufficio, art. 323 c.p.).
Meno semplice è invece tale identificazione quando il "mandato professionale atipico", (cioè che non ha per oggetto una causa ma, "una pratica" o "un affare"), viene proposto da un soggetto diverso dall'A.G. o dalle PP.AA..
Per valutare la liceità dell'incarico "atipico" attribuito da un soggetto privato, mancando il riferimento ad una norma speciale di previsione, bisogna procedere per esclusione e, in caso di dubbio, sottoporre sempre la bozza di contratto di "mandato professionale atipico" al parere preventivo di compatibilità del Consiglio dell'Ordine, che viene fornito sempre ed in tempi ragionevolmente brevi.
Così è, se vi pare. Cordiali saluti a tutti.
(Avv. Roberto Castellano)
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