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Premessa. ("La cittadella" e la libertà)

 

Come tutti i professionisti, l'avvocato è "libero" o quanto meno, dovrebbe esserlo. 

Chi ha letto il celebre romanzo di Cronin dal titolo "La cittadella" ha vissuto - attraverso le parole dello scrittore - l'esperienza, ad un tempo, di professione e libertà del medico protagonista del racconto.

Anche per l'avvocato il discorso non cambia. Esistono i confini della deontologia forense e qualcuno, in cerca di denaro e potere, si spinge fino a raggiungerli e spesso ahimè rischia non solo di sorpassarli, ma di distruggere ogni principio morale e perdere il rispetto di sé stesso. 

Nel nostro mondo non ci sono gabbie né dirigenti, non ci sono "circolari" o "regolamenti", né alibi o giustificazioni: siamo noi stessi "il cavallo col pennacchio" (come un mio grande amico soleva indicare argutamente le responsabilità di chi è al comando) e possiamo andare dove vogliamo.

Col passare degli anni nascono perciò (nel cuore prima ancora che nel cervello) le regole che occorre dare a sé stessi per non perdere la strada lungo il cammino, ed esse diventano spesso ancora più severe di quanto non preveda la deontologia stessa. 

E questa "cittadella" va difesa ad ogni  costo perchè, dietro ogni compromesso, dietro ogni "eccezione", si nasconde il male. E quando la "cittadella" crolla, non resta più nulla, tutto diventa confuso ed ambiguo, la toga si sporca di sangue e di corruzione e si perde il significato stesso della vita. 

Il rispetto della "cittadella" è la contropartita che noi dobbiamo accettare in cambio della nostra libertà, al punto che non solo non dobbiamo deviare, ma non vi deve essere nessuno che nemmeno possa pensare che noi abbiamo deviato. 

A fronte di questo impegno, a fronte dei tanti doveri che ci sono imposti, noi chiediamo il rispetto del nostro lavoro, della nostra indipendenza e, sopratutto, dei nostri diritti umani e costituzionali.

Anche se tutti mostrano di esserne già informati, abbiamo pensato di riportare le risposte alle domande che più frequentemente ci vengono rivolte: riassumono alcune cognizioni, utili per andare d'accordo e giungere alla fine del mandato professionale senza attriti e incomprensioni.  

 

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Così è, se vi pare.  Cordiali saluti a tutti.

 

(Avv. Roberto Castellano)