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"La finestra sul cortile"

 sito di scienza e fantascienza

Raccolta di pensieri ed opinioni sulla vita extraterrestre

 

Stargate  (diretto da Roland Emmerich - 1994). (1)


Esiste un legame tra questo film ed Interstellar, del quale ho già scritto e che comparve nelle sale cinematografiche ben venti anni dopo.  Il legame è l'ipotesi fantascientifica del "ponte di Einstein-Rosen", che nel film in commento non appare improvvisamente nell'orbita di Saturno, come in "Interstellar",  ma viene generato da uno strumento alieno, rinvenuto nel 1926 in Egitto, nella piana di Egiza. Contribuisce in modo determinante a scoprire il funzionamento dello strano arnese un giovane ricercatore (Daniel Jakson), il quale sostiene che le piramidi avrebbero un'origine molto più antica rispetto alla civiltà egizia. Colpita dalla capacità intuitiva di Daniel, la figlia dell'archeologo scopritore della "porta delle stelle", Catherine Langford, lo assume per decifrare i simboli che figurano sullo strano strumento e questi scopre che si tratta di costellazioni. Generato così  il wormhole, una squadra di militari, comandata dal tormentato Colonnello Jonathan Jack O'Neill, sbarcherà in un lontanissimo esopianeta, ove contribuirà, insieme con l'intraprendente Daniel, a liberare dalla schiavitù realizzata da un malvagio essere alieno la generosa popolazione umana, in quei luoghi lontani  deportata - secoli addietro - proprio dall'Egitto della Terra. Nel film l'ipotesi fantascientifica viaggia di pari passo con il racconto della "liberazione" del popolo nativo e delle vicende personali di alcuni protagonisti, come Catherine, Daniel e Jonatan, in una scrittura garbata e gradevole, che non perde mai di vista la costruzione di insieme del film. 

Il racconto appare congeniale alla generosa anima americana, che -alla radice- rivive il dramma del razzismo e della schiavitù e che a tali eccessi non manca mai di tornare a ribellarsi. Emerge in questo film anche il rasserenante messaggio, tipico della democrazia americana, secondo cui al mondo c'è posto per tutti e la soluzione degli eventi drammatici della storia nasce spesso proprio dall'opera intelligente delle persone che appaiono più umili ed, in un certo senso, più disperate.

Secondo me, al di là della fantascienza, proprio questo messaggio rende bello il racconto, fondando la speranza che l'umanità possa trovare - in futuro -  non solo la liberazione dalla "gabbia" dello spazio/tempo, ma anche da quella (non meno gravosa) dell'odio e della sopraffazione che dilagano, purtroppo, nel nostro mondo reale anche senza bisogno dell'intervento di alieni cattivi.

 

                                                                              

                                                                                          Roberto Castellano
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