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"La finestra sul cortile"

 sito di scienza e fantascienza

Raccolta di pensieri ed opinioni sulla vita extraterrestre

 

La formula di Green Bank.

(questo articolo Ŕ liberamente tratto dalla voce "Equazione di Drake" del sito "Wikipedia)

Il tema dell'esistenza di vita oltre la terra Ŕ stato affrontato in termini statistici dall'astrofisico Francis Drake (U.S.A. nel 1961. Egli, nel breafing di Green Bank, ebbe modo di segnalare agli altri studiosi del progetto SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) la possibilitÓ di attribuire valori predeterminati ad una serie di fattori, al fine di comporre una precisa equazione matematica. I sette fattori suggeriti da Drake per determinare il numero di civiltÓ extraterrestri presumibilmente presenti oggi nella nostra Galassia erano i seguenti:

  1. tasso medio annuo con cui si formano nuove stelle nella Via Lattea;

  2. frazione di stelle che possiedono pianeti;

  3. numero medio di pianeti per sistema planetario in condizione di ospitare forme di vita;

  4. frazione dei pianeti ne su cui si Ŕ effettivamente sviluppata la vita;

  5. frazione dei pianeti fl su cui si sono evoluti esseri intelligenti;

  6. frazione di civiltÓ extraterrestri in grado di comunicare;

  7. stima della durata di queste civiltÓ evolute.

Successivi approfondimenti suggeriscono oggi la rettifica o l 'aggiunta di altri fattori. 

Il fattore nr. 3 pu˛ oggi essere sostituito pi¨ verosimilmente dal tasso in cui le stelle si formavano diversi miliardi di anni fa, in quanto Ŕ fatto notorio che gli esseri umani non possono conoscere quanto accade attualmente a distanza di miliardi di anni luce, ma possono ricostruire, attraverso l'osservazione terrestre delle stelle, solo quanto accaduto miliardi di anni fa, dal momento che la luce impiega moltissimo tempo per essere percepita dalla Terra.

Un'ulteriore fattore, indicato dallo scrittore di fantascienza David Brin, consisterebbe dal numero di sistemi planetari che una specie intelligente potrebbe colonizzare, ma - come ognuno vede  -, si tratta di un fattore che solo la fantasia (e non la scienza attuale) sarebbe capace di suggerire. 

Altro fattore indicato consiste nel numero di volte che una civiltÓ intelligente potrebbe riproporsi sullo stesso pianeta, ma questp pu˛ essere desunto solo in via ipotetica, non avendo noi umani termini di paragone attendibili. 

Il radioastronomo russo Alexander Zaitsev ha suggerito, come ulteriore fattore, la frazione di civiltÓ impegnate deliberatamente ed attivamente in trasmissioni interstellari, ma anche qui il valore desumibile dagli umani Ŕ frutto pi¨ di ipotesi che di un calcolo preciso.

Tra i fattori indicati quelli il cui valore oggettivo Ŕ meno difficilmente calcolabile sono quelli fondati sulla astronomia e radioastronomia e derivano da precise osservazioni della volta celeste. L'invio nello spazio di potenti telescopi e le ricerche realizzate nella stazione spaziale internazionale conducono ad esplorazioni sempre pi¨ attente ed approfondite de corpi celesti, sopratutto con riguardo agli esopianeti (pianeti simili alla tera) che un tempo era impossibile vedere.

La NASA ha quindi rettificato i valori proposti da Drake, secondo la seguente tabella di comparazione.Il risultato Ŕ evidentemente maggiore. 

alias

R*

fp

ne

fl

fi

fc

L

N

Drake

10

0,5

2

1

0,01

0,01

10.000

10

NASA

7

0,5

2

0,33

0,01

0,1

19.000

23,1

Valori

1

2

3

4

5

6

7

risultato

I pi¨ hanno poi sottolineato che nella nostra galassia esiste almeno una civiltÓ giunta alla capacitÓ di comunicare (la nostra) e che quindi il risultato deve essere per forza maggiore o uguale ad uno. Da un punto di vista empirico dovremmo dunque ricoscere, in conflitto con il noto scetticismo di Enrico Fermi ma in armonia con la celebre battuta del film "Contact" che, se fossimo del tutto soli nell'universo, "sarebbe uno spreco di spazio!"

                                                                 Roberto Castellano