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Se la Costituzione muore. Ripensando ad un vecchio film di fantascienza ("L'uomo bicentenario") ed alla potente lezione di diritto costituzionale nascosta tra le pieghe del copione, mi sono sorpreso a constatare che, come voluto alla fine dal protagonista del film per quanto concerne la propria persona, anche la nostra Costituzione, purtroppo, mostra sempre maggiori segni di deterioramento. Non mi riferisco - ovviamente - alla nostra Carta Costituzionale, la quale resta, a parer mio, uno dei più validi monumenti del diritto, quanto alla nostra Costituzione materiale, la quale si allontana sempre di più dal rispetto per i diritti umani e dalla prudente logica dell'armoniosa e pacifica convivenza, della quale solo un grande Paese democratico come gli Stati Uniti costituisce un esempio valido e duraturo. L'ansia dei cambiamenti, che spesso significano solo prevaricazione, ma - più che altro - il sempre maggiore ed ignorato conflitto sociale, stanno rendendo il nostro ordine giuridico come un campo di battaglia, mentre l'Europa, anzichè porre in cima ad ogni cosa lavoro e famiglie, pretende erroneamente di condizionare tutto ad un logica di mercato puramente monetaria, che non potrà che condurre i popoli verso un destino oscuro ed incerto. Bisogna riconoscere che tale destino è certamente segnato dalla classe dirigente, la quale - per essere alla altezza dei tempi - dovrebbe anteporre non solo in alcune circostanze, ma nella quotidianità dell'esercizio del potere quello spirito di servizio riassunto nella celebre frase ripetuta nel film in questione ("uno è lieto di poter servire"). Per il resto, il tempo si riprende sempre la sua rivincita perchè la storia non è fatta solo dagli uomini illustri: la storia siamo noi. Auguri di buon 2012 a tutti. Avv. Roberto Castellano |
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